La domenica dello scalone affaticato

Oggi è domenica e le sale sono chiuse, i lbri dormicchiano, le riviste si riposano, lo scalone che tutti ammirano non porta nessuno sulle spalle.

Domani inizia una nuova settimana. Alle 9 sarà puntualmente aperto il portone, cominceranno ad arrivare alla spicciolata i primi studiosi, gli scaffali si rianimeranno, si assisterà al traffico consueto nei corridoi.
Tutti però sanno che domani non inizia una settimana qualsiasi: giovedì 6 ottobre c’è la “Notte dei libri”, l’evento con cui la Fondazione apre la porte ai cittadini per raccogliere fondi.

Dopo una settimana di fatiche anche il bellissimo scalone interno si riposa. In quasi sessant’anni di onorata carriera ha portato sulle sue spalle, ben disegnate dall’architetto Tommaso Buzzi in sostituzione della vecchia scala dell’ala nord di Palazzo d’Azeglio, migliaia di studiosi e ricercatori. Nei giorni passati abbiamo ospitato le testimonianze di alcuni di loro: Ernesto Galli della Loggia, Edoardo Tortarolo ed Elisa Liberatori Prati. Non potranno essere con noi durante la “Notte dei Libri” ma hanno rivolto un appello per sostenere la Fondazione. Perché la cultura fa bene a tutti e ha bisogno dell’aiuto di tutti.

I libri che fanno chilometri

Come dicevamo ieri, durante la “Notte dei libri” si potrà passeggiare tra gli oltre sette chilometri di scaffali della Fondazione. Ma se davvero ti piace passeggiare tra la cultura ti consigliamo un altro avvenimento il prossimo fine settimana.

Sabato 8 e domenica 9 ottobre si terrà infatti la quinta edizione di “Portici di carta”, la libreria più lunga del mondo sotto i portici di via Roma e le piazze San Carlo e San Felice.La “Notte dei libri” è un evento collaterale di questa bella e seguitissima iniziativa del Salone Internazionale del Libro di Torino.
Il nostro consiglio? Partecipare a entrambi: giovedì a Palazzo d’Azeglio, sabato e domenica a cielo aperto.

Il record di Bekele tra gli scaffali

La biblioteca della Fondazione, come oramai tutti sanno, conta circa 240.000 libri. Un giorno qualcuno si è preso la briga di contare, metro dopo metro, la lunghezza complessiva degli scaffali che reggono, è notizia di ieri, 24 miliardi di parole, milione più, milione meno.

Si tratta di sette chilometri. Kenenisa Bekele, recordman dei 10.000 metri con il tempo di 26’17″53, impiega poco più di 12 minuti per correre i 5.000. Potrebbe fare il giro di tutti gli scaffali in 16/17 minuti, secondo più, secondo meno, se gli scaffali fossero posizionati in un regolamentare stadio d’atletica, all’aperto, con le curve giuste, i rettilinei sgombri, nessun ostacolo davanti a sé, lanciato verso la gloria e l’ennesima medaglia.

Ovviamente non è così. Gli scaffali occupano quasi tutti gli spazi liberi a Palazzo d’Azeglio, sorto in origine alla fine del Seicento con una diversa destinazione d’uso, come direbbero gli esperti. E poi a quel tempo, quando via Principe Amedeo si chiamava contrada delle Marolles, la stampa dei libri non era diffusa come oggi, e-book compresi.

Anche Bekele si troverebbe in difficoltà, tra spigoli, corridoi, scale.
Se potessimo lo chiameremmo per prendere parte allla “Notte dei Libri” per un singolare record, forse difficile da omologare. Per tutti gli altri c’è una bella occasione per passeggiare intorno agli scaffali e scoprire le meraviglie della Fondazione: una visita guidata durante la “Notte dei Libri” ogni mezz’ora a partire dalle 21.30 e fino alle 23.30. L’unico limite è il numero delle persone ammesse a ogni round: non più di dieci, per evitare di disturbare il meritato riposo dei 240.000 volumi.

Per prenotare la tua visita puoi chiamare la Fondazione al numero 011-835656 oppure scrivere sulla bacheca di Facebook il tuo nome e cognome e l’orario preferito.

Ernesto Galli della Loggia e la Fondazione

Ernesto Galli della Loggia è stato ricercatore alla Fondazione Einaudi all’inizio della carriera. Anni di studio e di letture voraci nella ricchissima, immensa biblioteca, a fianco di alcuni tra i più grandi esponenti della cultura italiana come Leo Valiani, Siro Lombardini, Franco Venturi, Norberto Bobbio. Per Galli della Loggia, romano di nascita, la Fondazione è stata anche un modo per conoscere Torino, una città a suo parere “così al cuore della identità italiana”.